Esty Miklós pápai világi kamarás hagyatéka - 10. doboz, Nyomtatványok I.

8. Nyomtatványok I. - 8.1.-8.10. Újságok (egész lapok, töredékek és kivágások) - 1919-1976 - 8.1. L’Osservatore Romano - 1933-1970

6 L’OSSEItVATORE ROMANO i3-14 Marzo 1933 - N. Cl (22.124). Roma Sacra Marfedi 14. — Stazione a S. Balbina. — S. Leone, vescovo e martire al Cainpo Verano. •— S. Matilde regina (+ 968). Bstasltfene del SS.ma Sírra mentő 14. -— S. Maria in via Lata. Esooslztono deU'iinmealne df »»aGa SS.ma 14. — S. Giovanni Calibita. Stazions quaresimaie a S, Bdöina Domani, marled!, la stazione quaresimaie é a S. Balbina, la vetusta basilica posta Ira una cornice di serenity verde e di vetuste meinorje alia l'asseggiata Archeologica. La santa Messa slazionale avra luogo alle ore 9,30, e alle ore 17 la processione ehe percorrerä' le vicinanze del terapio al can­to delle litanie dei Santi. Neiia pia unicne di S. Paolo Apostolo tra il Ciero secolare di Roma Nei local! sociali in via della P-igna 13-A, pi é aduit»!o il primo consiglio della pia unione dopo l’adunanza generale del 25 gennaio cdrr. anno. Fu elcttq per acelamazione Mons. Gi.oy. Battista Hovella a regulatoré primario. A economo della stessa pia unione fu elello Mans. Lorenzo C Lee one. Ad amministratore- economo della chie­­sa della Pace fu eletto Mens. Giuseppe De Gennaro. -I.e altrfc caricbe riniasero confermate. 11 regulatoré comunicö all’ássembloá il vonerato telegramma ebe il Santo Padre si benignó inviarc: alia pia unione in rispo­­sta di quejjjo alia stessa Kant it ä Sun fallo pervenire in orca,stone dell’annive;:.surio della Sua Ineoronazione: « Augusto Pontefice ha accollo con vivo eompiacimenlo omaggio 'fórvitte felicilá­zion i tiiiali sent iménti umigliatogli da sa­­cerdoti romani Unione San Paolo Apostolo anniversario Sua Ineoronazione e con gra­­lo aninio ricanibia benedieendo — CartiL- nalc Pacelli ». Neiia eonsolante cerlezza ehe la benedi­­zione del Santo Padre arrechi gli auspi­­cati favori celesli, i’udunanza si sciolse. Ai corsi di cultira rtligiosa fernminile Martedi 14 corr. alle ore 13 precise il iev.mo padre Marco Sales 0. P„ Maestro del Sacro Palazzo Apostolira, terry la le­­zione sul « Vangelo di S. Giovanni», alia Casa dell.e Insegnanli « S. Catering da Sie­na » in via Pit; di Marrno 12. Lb mi oparo püäriclig in cans mmm visitate da! Capo del Governo Le principal ópere pubbliche, in corso di e­­fteeOzione néíla. Capitate sono slate visitate'da S. Ii. il Capo del Governo. • L’on. Primp Ministro si é recato dapprima ai Cantieri della Citlä Univensitaria, pve, dopo es­­hitc sta to bssequiato dalle autoritä, tra cui il Min'stro deli'liduotiziono Naziona'e, ed il Ma­­gnilico retloi'e della Universita di Hd'ma, ha esuminato i disegni, i plastici ed i campioni dei materiali ehe eara.nno utilizzati nei lavori, indi ha visltato -U cantiere ove sono giä ocoupati 4-00 operai per le prime opere di ecavo e di loud.izione. Il Capo del Governo ha, poi, iepezionato il gruppo di edillci in costruzione a cura deLl’Isti­­tuto Nationale delle Assiourazioni, in via Ta­ranto, percorrendo i vari cantieri ove le mae­­sl ranze tributarono a Sua Eceellenza espres­­sioni di deferente omaggio. 11 Capo det Governo si é portato quindi eul luogo delle demolizioni de! vasto nucleo dl vec­­chi fabbrioati sul lato sinlstro della Via del­­l’lmpero. Tali demolizioni permetteranno di a­­prire-una nuova superba vlsuale1 su tutto il coinplesso archeologico dei Meroati di Traiano, della Loggia dei Cavalieri di Hodi, del Poro di Augusto. Dopo qsserei soffermato ad esaminare i re­­centi rilrovaménti archeologici il Capo del Go­verno ha vieitato via S. Gregorio al Ce'.io ove särebbero tra breve iniziati i lavori d’a'.larga­­mento per il collegamento del centro eon il quartiere Ostiense, quindi ei é reoato a Tor Marandó, sulla Ga delle Sette Chiese, ove sono statt iniziati lavori per la nuova sede dellTsti­­lulo Artigiano di San Michele. AI sesto ohilomctro della Via del Mare, il. Capo del Governo si é soffermato ad esamina­re i lavori in ’ corso lungo l’alveo del Tevere, per faeilitare la navigazione ai piroscafl. 11 Capo del Governo si é poi dlretto a Gastel Fusano per rendersi conto dell’importante com­­plesso di opere ehe si stanno eseguendo per l’asselto della pineta neiia quale il pubblico sárii prossimamente animesso. Dal Lungomare Duilio Von. Mussolini si é recato a Fiumicino ove ha visitato i lavori in corso nei porto canale per Tallargamento dello specchio d’acqua attiguo alia Torre Clementi­na, per la costruzione di due tratti di banehine in cemento armato e per l’ulteriore prolunga­­mento dei moli guardian! destinati a rendere piü agevo'.e l’ingresso dei piroscafl, i quali, an­­che se di notevole tonnellaggio, potranno risa­­lire il Tevere sino al Porto Fluviale presso la Basilica di San Paolo. Ovunque, dalle autoritä e dagli operai sono state fatte al’.’illustre visitatore festose acco­­glienze. Lezioni e ccnfarsaze della settimana ggli “ Studi romaoi „ II oiubileo del 1450 II programma settimanale delle lezioni e' dél­lé conferenze ehe 6aranno tenute all’Istituto di Studi romani alia Cfiiesa Nuova comprende, o'.tre alle due annunciate lezioni di oggi lune­­di, le conferenze segaenti; Martedi 14, ore 17: prof. Fernando Liuzzi: « Storia della musica in Roma - La musica in Roma nei Novecento: 11 rlsveglio della musica da camera ». Hanno fatto ritorno alia Capitale, dopo il viaggio in Egitto, le LL. VLM. i Sovrani d’lta­­lia e le LL. AA. RR. la Principessa Maria di Savója ed i Princlpi d’Assia. Riapertura del Senato Lunedi venturo 20 corrente riprenderä i pro­­pri lavori parlamentari il Senato del Regno, che neiia prima seduta discuterk su vari dise­gni di legge, del quali gran parte k stata giä. approvata dalia Camera dei deputati. Alla Camera dei deputati Sabato sera alia Camera il m'inistro De Bo­no ha fatto le dichiarazioni a nome del Gover­no in merito al bilancio presentato dal suo mi­­nistero delle colonie. Egli ha illustrato il bilancio, ehe ora é unico per tutte e quattro le colonie, parlando dell’o­­pera di colonizzazione ordinaria in Tripolitania ed in Cirenaica e della speciale colonizzazione dell’Africa orientale. Ha citato anche lo svilup­­po dell’agricoltura, mettendo in rilievo la pian­­tagione soma'.a di caffé moka e di banane, ed ha elogiato lo sviluppo dell’induStria forestiera. 11 bilancio é stato quindi approvato, e la Ca­mera ha iniziato subito la discussione sull’altro bilancio, presentato dal minietero deU’educa­­zione. Questa discussione — su cui linóra hanno parlato sóltanto l’on. Costamagna, per chiedere ehe gli insegnanti sieno fascisti e fascista eia l’insegnamento, e l’on. Leicht suU’ordinamento delle biblioteche — prosegue poi oggi, lunedi. Frattanto Ton. gen. Baistrocchi ha presentato a nome della giunta generate la relazione sul bilancio del ministero della guerra. In quel documents é fra l’altro rilevato come «ITtalia sia Tunica potenza del mondo ehe, prevenendo ogni deci6ione della conferenza del disarmo, abbia, ridotto le spese militari di 578 milioni». GMarlmeati su! “ Palazzo d’ltalia a Nuova York Si comunica: « E’ nota I’iniziativa presa per la costruzione di un «Palazzo d’ltalLa» nei Centro Rockfeller di New York. Da informa­­zioni assunte risulta, tuttavia, ehe tale inizia­­tiva ha carattere esc'.usivamente private ». ProYvidsnze per la sericoltura 11 prezzo del seme-baciii I rappresentanii degli agricoltori e dei pro­­duttori di seme-bachi, avanti al sottosegretario di Stato per l’agricoltura, si sono accordati sul prezzo dei semi. E’ stalo stabilito ehe il prezzo del seme sari per ogni oncia del peeo legale il seguente,: bi­­gialli cinesi lire 26; incrocio Chinese femmina bianoa L. 30; gialli puri L. 23. Si é anche stabilito ehe i singoli agricoltori MefTMecB lő, ore jr,: * oil slurii romúni pe’ muaOo ». prof, t.udwig Gurtiue, diretWre dello tstitulo Archeologico Gennanico ln Roma. «Gli studi so! ritratto roinano compiutl in Germa­nia ne 1’ultimo ticcennio » (con praiezioni); ore 17: Mons. prof. Pio Paschini, Rettore delTAte­­neo del Pontiflcio Seminarjo Roinano « 11 Giu­­bileo del 1450 » (con proiezioni). Venerdl 17, ore 10: prof. Carlo Cecchelli, « Archeológia e topográfia paleocristiana e me­­dloevale di Roma - L’arte delle Busitiche: La croce dell’imperatore Glustino e la dalmatica delta di Carlo Magno ». Sopraluogo al Museo Sacro Vaticano c al Tesoro di S. Pietro. Appuntamento all’ingresso della Basilica alle ore 9,45. Sabato 18, ore 16: S. E. gen. sen. Francesco Grazioli, « I grandi capitani di Roma antica »; ore 17: prof, Giplio Quirino Giglioli, « Archeo­lógia romana - Pompei studiata nei suoi monu­­menti e neiia 6ua vita: Studio delle principal! case pompeiane - La casa dei Vetti e quella del Poéta Tragico» (con proiezioni). In Arcadia Neiia sede delTAocademia Letteraria Halla­na, in piazza S. Carlo al Corso, n. 437, i! gior­­no 15 marzo, alle ore 18 precise, il socio ordi­­nario prof. Filippo Ermini terrk una lezione sul tema : « La letteratura latina ne’d’etä Longobar­­da in Italia ». Nei percorso della linea 106 A partire da lunedi 13 marzo p. v. é istitui­­ta, per la linea di autobqs 10.6, una.nqqva fer­­mata, nei due sensi di niarcíá; «ul' 'coifs® Trie­ste, rispettivamenle all’angoio con via Gradisca, e con via 7'upino per le vetture provenienti b! diretle a piazza Fiume. avranno facoltä di deiegare il fornitore del se­me bachi ad incassare sul premio, ehe, per chilo bozzoli prodotto sarä pagato a suo tempo dallo Stato, l’importo del seme loro fornito. Due conianae a murte aanullate La Corte Suprema di Cassazione ha annulia­­to per contradizione sulla motivazione la con­­danna capitate eine6sa dalia ’Corte d’Assise di Ravenna eontro Luigi Servidei e Olindo Fabhri. La nuova causa sari esaininata dalia Corte di Assise di Bologna. li Riinlstro Hi [rolialBcza iia iaauourato la VII Fiera di Tripoli TRIPOLI, 12. — Con un discoreo di saluto di S. E. il maresciallo d’ltalia marchese Bado­­glio del Sabotino, Governatore deila Libia, e con il discorso ufliciale di S. E. Ton. Araldo di Crollaianza, ministro dei lavori pubblici é sta­­ta inaugurata la VII fiera campionaria. La fisra Hi Vsnua inaopita dal ministra Acerlio VERONA, 13. — 11 ministro delTagricoitura e delle foreste ha inaugurato ieri domenica la tradizionale flera agricola ed ippica, alia quale quest’anno é pervenuta la partecipazione della Germania, della Cecoslovaochia, della Polonia, della Svizzera e della Francia. CoQcorso a borsa di perf^zionamento SIENA, 13. — La « Society di esecutori di pie disposizioni » ha bandilo un concorso naziona­­le per esami ad un alunnato di fondazione deiL la fu marchesa Caterina Gori-Panniiini-Feropi per il perfezionamento neiia meccanica. Le doT mande sono ammesse sino alle ore 18 del. 6 maggio p. v. Doro di Gidniaa Littoria LITTORIA, 13. — L’Incaricato d’affari di Po­lonia presso la Corte d’ltalia ha consegnato al podestä di Littoria un dono in nome della cittä di Gidniai. II dono consiste in un’artistioa sca­­tola di argento con coperohio di ambra del Bal­­tico, nei cui esterno vi é la scritta: « Gidnia a Littoria », e cho porta la seguente dedica: « lo sulla sahbia ondeggiante, tu sulla mioi­­dialc palude, dalia fede e dall’amor patrio dei nostri popoli, fummo create - Corrono fra le mie hraccia le navi fiduoio6e, ed i flanchi tuoi fremono gik del presagio delle rieche messi ehe, 6otto il piű bel sole del mondo, risp’.en­­deranno donate come Tambra del mio mare ». La glornata di ieri a Ginsvra GINEVRA, 13. La giornata di ieri si ó svolta calma e non v’é stala nessuna riunione. Ai mattino Mac Donald si ó recato al- Tufflcio religioso e nei pomeriggio ha gio­­cato a yolf con Paul Boncour. Ieri sera Mac Donald ha ricevuto Aloisi, capo della delegazione italiana. Dopo il colloquio con il Primp Ministro inglese,' Aloisi si é recato a far visita a Nadolny. La Svszla e Is fornilure mllitaii ai beiligeranti STOCCOLMA, 13. Ii governo ha deciso ehe il veto sulla esportazione di materiale bellico si esten­­da agli aeroplani con o senza motoré. Ssspsrta di patrolls in Argentina BUENOS AIRES, {3, A Orano, in provincia di Salta, ó stalo sroperto un importante giacimento di pe­­tl olio. Attaccato dai lupi e salvato da un velivolo VARjSAVIA, 13. Un avialore, scorgendo un contadino, in un campo deserlo, attaccato da sette lupi, scendevu mettendo in fuga gli animali sel­­vaggi. Nei regno della morte MOSCA, 13. Secondo informazioni della slampa I'll marzo sono stati condannali a morte per­­fucilazione diet.ro l’accusa di azione con­­trorivoluzionaria 35 e discendenti da classi horghesi e capilaliste ». Le senienze sotio state subito eseguite. Aitre 22 persone sono stale condannale a 10 anni di carcere ciascuna, e 18 a 8 arini di carcere. iHt a > r*w ii rl 9 Wf o * «-* Quotazioni principali del giorno 13 marzo. Rendita 75.45; 75.60 — Consolidate 84.17; 84.20 — Tre Venezie 86.201 CAMBI: Parigi 76.95; 77.05 — Londra 67.85 67.89 — Zurigo 379.15; 379,35 — Amsterdam 7.90 —’ Madrid 165 — Bruxelles 2.735 — Ber­­lino 4.66 — Praga 58.15 — Montreal 16.30 — Varsavia 2.19 — Buenos Aires 4,05. TIPOGRÁFIA POLIGLOTTA VATICANA FREVIENE LE CfitlSE E RÍNVIQ0RS5CE IL CöNVííLESCEHTE I a t*i>sa dl chirsa rafcnrbaro e PERCH gsmlarsa, accresc* la reslstsnss —. --------- e regcla la sccrezlone bitiare. CHÍEDETE GRATIS campions ed opuscolo _______________________S. L S.LLI 6ARBIERI - PADOVA TAN FAN 1 BERTARELLI ROMA - Piazza Minerva (angolo Via S. Chiara) Oggitti religiosi di Ricordo Anno Saoto stracrdlaaric Corone del losario - Crcceiissi - Kedaglie - Immagini - Ritratti del Santo Padre Ac.rorrb specinli per Comil.aii di Pel legrinaggi nazionali ed est er i. English spuken - On parle francais - Man spricht deutsch - Se habla espaftnl E ttore M artinou TESSITURA UNO - CAMAPA E COTONE OlTTA SPECIALIZZATA PER FORNiTURE ENTt EGCLESIAS.ICI E OSPEDALI Slabillmento In BERNAREGGIO AMMINISTRAZIONE M iLANO (G/12) VIABRAMANIEN 25 Notkie italiane II ritorno dsi Sovrani d'lUlia Da un continenie all’altro (Nostro servizio radio-telegraßco) li programmá finanziario di Daladisr: “ Non imposte nuove ma economie sostanziali,, PARIGI, 13. Stephan Lausanne ha chiesto a Daladier « se la lotta per il dodicesimo provvisorio di marzo dovrä essere seguita da aitre dello stesso genere e se non riteneva di dover teuer conto della volontä espressa daH’iminensa mággioranza del popolo ehe non ci siano rnaggiori imposte, ma mag­­giori econornie ». 11 Presidente ha risposto con una lette­­ra pubblicata da Le Matin in cui dice ehe scopo essenziale ó di rimeltere in ordine le finanze e di ristahilire 1’equilibrio del bilancio. « Si pud criticare una legislazione prima di averla messa completamente alia pro­­va, ma si deve riconoscere che da febbraio si é ottenuto uri risanamento di circa 10 miliardi ehe continueremo con tenacia. Ab­­biamo preferito di proc-edere per tappe a condizione di esser decisi a non arrestarci per via. Lo sforzo di risanamento é suc­­^qduto a una politica di prodigality da proscriversi risolutamente. La discussione sul bilancio, su cui son deciso a chiedere rapidarnente la votázione, permettera di compiere un altro progresso. Non imposte nuove, ma economie sostanziali e soddi­­sfazioni ai commercianti estendendo una tassa unica in sostituzione della cifra di affari, sono le caratteristiche essenziali». La lettera conclude: « Mio desiderio pro­­fondo é che la Francia mantenga nell’Eu­­ropa, dovrei dire nei mondo tanto túrha­tó, le sue quality di misura, sangue fred­­do ed energia che le hanno permesso di superare qualsiasi dillicolty ». Gli ex-c8mbati8nti francasi eontro i profitlatori di guerra PARIGI, 13. II consigiio della federazione degli ex­­combattenti, riunitosi nei pomeriggio, si é pronunziato a favore della legge 31 mar­zo 1919 circa gli abusi. La commissione ha amrne.sso il prineipio del ricupero dei henellci di certi profittatori. Ha dichiarato scandaloso ehe dei cittadini abbiano potu­­to edificare fortune enormi, mentre alt ri davano la vita per la salute della id'ancia, e ebe é impossibile ehe i soprawissuti siano sopracaricali di tasse destinate a col­­mare i furti e le concussioni dei prolit­­tatori. Ha chiesto la formazione di una com­­missione in cui saranno largamente rap­­presentati i combat tent i per flssare una legge che peimetta il ricupero di questi benefici scandalosi realizzati in tempo di guerra. Sono stati pure approvati altri ar­­ticoli sulla revisione e l’aliuso in materia di pensioni. Huovo atteggiamsnta nardamericano nella discussion! per il disarmo? PARIGI, 13. Il Petit Journal dal suo. corrispondente di Gineyra crede di sapere ehe la delega­zione amerieana ha ricevuto istruzionl rtal suo governo nei senso di una partecipazio­ne pi ii ampia ai lavori e alle decisioni della conferenza del disarmo. Ii canflitto clnu-aippouico Duello radiofonico a Londra LONDRA, 13. Matsuoka e Quotaichi hanno esposto al microfono i punti di vista rispettivi sul conflitlo cino-giapponese. Dopo aver ricordato la sentenza della Society delle Nazioni ehe, cioé, « la Cilia e innocente e vittima di un’aggressione », Quotaichi, ministro della Cina, ha affer­­malo ehe il verdetto é fondalo non sul- Taspetto legale del probléma, ma sui fatti stessi, dichiarando: «Una certa parte del pubblico si ó lasciata persuadere ehe la Cina ha causato diRicolty ai vicini e ehe il Giappone ha la speciale missiono di ri­­stabilire la calma e di vegliare al benes­­sere degli stranieri in Cina. Il governo ci­­nese non é xenofobo, al Contrario cerca di adattare il progresso delToccidente alle an­­tiche tradizioni cinesi e ha potuto coope­­rare in Europa con tutti i popoli dell’Oc­­cidente. E’ in Giappone ehe regna la xeno­­fobia, e i militari che controllano attual­­mente il Paese sono contrari alia coopera­­zione internazionale, e sono pronti a ri­­durre il sistema di legislazione mondiale, a cui perö il Giappone ha legato la Man­­ciuria. I Giapponesi non hanno apportato ordine e prosperity ma rovine e crisi e questo costery alia Cina lunghe e dure sof­­ferenze, e significa forse per TEuropa e il mondo scelta per la pace e la guerra. Speriamo ehe Tlnghilterra dary Tesempio al mondo, riliutando alTaggressione l’aiu­­diplomalico-finanziario e commerciale ne­­cessario precipitando cosl la fine della guerra ». Dal canto suo Matsuoka ha lanciato tm vibrante appello alTInghilterra, perché si sforzi di comprendere le ragioni ehe gui­­dano I’antica alleata. Dopo la storia del probléma maneese dal trattato di Simone­­séki, Matsuoka ha fatto Telogio dell’opera rampiuta dal nuovo Stato manchukuo, de­­llnendo l’incidente dello Jehol non come in vadoné del suolo cinese, ma come sem­plice misura di polizia interna. « Quando abbiamo aiutato lo Stato manchukuo a sbara7zare il nord e il sud della Manciu­­ria dalle bande ehe infestano il Paese, la Society delle Nazioni non ha fatto nessu­na protesta. Abbiamo compiuto lo stesso compito nello Jehol ehe lo Slato manchu­kuo rivendiea come parte del suo lerri­­torio ». Matsuoka ha dichiarato ehe le racco­­mandazioni dei 19 non tengono in nessun conto la realty, e ha concluso; « Solo scopo del Giappone e la restaurazione e la sal­­vaguardm delta pace nell’Asia orientale». Giang-ksi-shek nomlnato generalissimo NANCHINO, 11 maresciallo Ciang-kai-shek é noriiinato generalissimo di tutte le truppe cinesi neiia Cina del Nord. In un proclama all’esercito dichiara ehe bisogna teuere a tutti i costi Pechino e Tien-tsin. 13. stato li GiappQie s la S. d. N. Commento tedesco BERLINO, 13. La Deutsche Allgemeine Zeitung, organo dell’industria pesantp,. comment a l’uscita del Giappone della Society delle Nazioni ehe avverry il 20 marzo. « Certo non é un fai.to ehe rialzi il jirestigio della Society dalle Nazioni, ma tinóra il Giappone ha avuló pochi riguardi su questo, rispon­dendo a tutte le proposte ginevrine per un regolainento pacifico con lo sviluppo delle operazioni militari in Manciuria. L’uscita del Giappone non permettery di risolvere di piti la quóstione, perché Tarticolo 1 del Patto prevede un preavviso di due anui per adempiere tutti gli impegni interna­­zionali, compresivi quelli del Patto della Society delle Nazioni. I politici ed i giuri­­sti non sono d’accordo sul senso della frä­se, e si ignora il futuro atteggiamento del Giappone nei problemi internazionali. Un punto molto importante é la sostituzione del Giappone nei seggio permanente del Consigiio che in diritto dovrebbe esser de­­voluto alia Cina, come la piü importante potenza asiatica rappresentata alia Socie­ty delle Nazioni ». Politica e affari LIPSIA, 13. Il fatto che l’elezione del 5 marzo oli're una garanzia per un governo stabile, ha avuto di conseguenza una maggior sicu­­rezza nelTindustria e nei commercio, si­­curezza rispecchiatasi nei corso degli affa­ri alia Fiera di Lipsia. Se il numero dei visitatori non é mu­tató notevolmente da quello dello scorso anno, ci sono stati per contra ordini piü importanti. Particolarmente numerosi so­no stati i visitatori dalTestero. II terremoto della California AMBURGO, 13. Il terremoto della California é stato re­­gislralo anche dagli apparecchi dellTstitu­­to sismografleo di Amburgo. Il terremoto, secondo le indicazioni degli apparecchi, non era affatto da paragonarsi con il ré­céidé terremoto del 2 marzo in Giappone. Le oscillazioni dei pendoli in questo rag­­giungevano al minimo un centimetro, men­tre nei terremoto della California raggiun­§evano un massimo di meno di un decimo i millimetro. Velivolo sperduto sulla Ande SANTIAGO DEL Cn.E, 13. Un aeroplano della compagnia americaua si ö perduto neiia Cordigliefa delle Ande. Ritornava da Mendoza a Santiago. A bordo non si trovavano passeggeri; ma il pilóta Momiliin e il radiotelegraflsta Diamond. L’aviazione militare e civile cilena ha falto invano ricerche tutta la nőtte. Aviazione Folicß volo di campionato Londra-Cittä del Capo BAIA DELLA BALENA, 13 L’aviatore sud africano Victor Smith che tenta di háttere il campionato della signora Mollison nei volo Inghilterra- Cittä del Capo, é qui arrivato ieri alle 17,30 con 9 ore di anticipo suU’orario. L’aviatore é riparlito alle 18,40 per Cittä del Capo. Varié BELFAST, 13. Una bomba Ianciata ieri sulla linea fer­­roviaria a Dunmurry a circa 9 miglia da Belfast, non ha causalo nessun danno. BASILEA, 13. Neiia riunione uffleiosa mensile dei go­­vernatori delle banche centrali alia vigilia del consigiio della Banca dei pagamenti internazionali, si é constatato un aumento di 24 milioni di franehi svizzeri sul totale del bilancio. Roosevelt informera spesso il parlamento ed il paese WASHINGTON, 13. Intendendo pronunziare un radio-discor­­so, Roosevelt ha dichiarato che « secondo la c-ostituzione é suo dovere informare il Congresso sulla situazione del Paese e fare una pubblica e chiara esposizione deila situazione ogni volta che Tapplicazione di cerle misure governative sembra causare una certa confusione nei Paese ». Numerose diflicoltä si sono presentate nell’elaborazione di misure particolari per la riapertura delle Banche. Woodin, i fun­­zionarl della Tesoreria e i membri del Fe­deral Reserve Board hanno lavorato tutta la giornala. Combattimento con ribellt nall lndia setteotrionale PESHAVAR, 13. Un violent o combattimento si é svolto ieri mat t ina a Peshavar ove la tribü ri­­helle Khost concentra la sua attivitä. I ii­­belli, si dice, sono stati respinti. Si segna­­la cne i membri della tribü di Jirga a cui i! governatore della frontiéra del nord-est ha rivolto un ultimatum, minacciando mi­sure energiche se non cessevano le osti­­lity, si sono ritirati in tutta fretta. DOPO DOMANI Giovedi 16 Marzo alle ore 19.30 (7.30 pom.) in ROIHA avrä luogo l’estrazione dei numeri del­la Grande Tombola a beneficio degli OSPEDALI Dl AQUILA E AVEZZANO con preml per L. 500.000, tutti in con­tent) dei quali ii primo premio é della rilevante somma di L. 250.000 ed il ea­­condo di L. 40.000. 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Numeri Interno de L’Ossermtore Romano: Direzione; 347 | Redazlone: 349; 401; 402; 403 Amministrazione: 348 Uacleri: 404 - Tipográfia: 359 CONTO CORRENTE CON LA POSTA ANNO SETTANTATBEESIMO Lunedi-llarteili I'M4 Marzo 1933 CITTÁ DEL VATICANO Lunedl-Martedi 13-14 Marzo 1933 NUMERO (il (22,124) L’ALLOCUZIONE PONTIFICIA NEL CONCISTORO SEGRETO SollecMni, inviti, speranze del Santo Padre per la Chiesa e per l’umanitá I! voto de! S. Collegio per la Canonizzazione de! Beato Fournet -! Legati per l’apertura delle Porte Sante - La conferma dei Patriarch! Armeno e Maronita - La nomina di so' nuovi Porporati - Due Cardinali riservati “ in pectore „ Roma 13 Marzo 1933 La SANTITA’ DI NOSTRO SIGNO­RE PIO PAPA XI questa mattina, íiel Palazzo Apostolico Vaticano, ha tenu­­to il Concistoro Segreto per il voto de­gli Eminenlissimi Signori Cardinali per la Canonizzazione del BEATO AN­DREA UBÉRTO FOURNET, Sacerdo­­te Secolare, Fondatore delle Figlie del­la Croce dette « Suore di S. Andrea »; per la confernm della elezione del Pa- Iriarca di Cilicia degli Arrneni e del Patriarca di Antiochia dei Maroniti; per la nomina dei Cardinali Legati per l’apertura delle Porte Sante della Ba­silica Ostiense, dell’Arcibasilica Late­­rnnense e della Basilica Liberiana; per 1h nomina di nuovi Cardinali; per la nomina del Cancelliere di S. Romana Chiesa; per la ozione delle due Sedi Suburbicarie di Palestrina e Velletri; per la provvista di Chiese. Alle ore 9.30 Sua Santitä, indossan­­do la falda, la mozzetta e la stola ros­­sa, accompagnato dalia Sua Nobile Anticamera Segreta, Ecclesiastica e Lai ca, con a capo Sua Eceellenza Re­­verendissima Monsignor Caccia Do­­minioni, Maestro di Camera, recavasi nell’Aula Concistoriale, ove trovavan­­si giä riuniti gli E.mi e Rev.mi Signo­ri Cardinali: Granito Pignatelli di Bel­monte, Lega, Sbarretti, Boggiani, Ga­­sparri Pietro, Kakowski, de Faulhaber, Locatelli, Sincero, Cerretti, Gasparri Enrico, Capotosti, Lauri, Lépicier, Se­gura y Saenz, Pacelli, Marchetti-Sel­­vaggiani, Rossi, Serafini, Laurenti. Mori, Ehrle e Verde. Con i dignitari dell’Anticamera Pontiflcia erano presenti Sua Eccel­­lenza Rev.ma Monsignor Santoro, As­sessore della S. Congregazione Conci­storiale, la quale prepára gli atti con­­cernenti il Sacro Concistoro; e Sua Eceellenza Rev.ma Mons. Carinci, Se­­gretario della S. Congregazione dei Riti per la parte riguardante la Causa di Canonizzazione del Beato Fournet. Sedutosi il Santo Padre sul Trono, dal Prefetto delle Cerimonie Pontificie 111.mo e Rev.mo Mons. Respighi, il quale era coadiuvato dai Maestri del­le Cerimonie Pontificie Monsignori Capotosti, Dante e Bonazzi, veniva inti­mate 1 'extra omnes. Delto VAdsumus, il Santo Padre rimaneva solo con gli E.mi e R.mi Signori Cardinali. L’E.mo Cardinale Sincero, termina­le il suo uflicio di Camerlengo del Sa­cro Collegio, ne rimetteva a Sua San­titä la relativa Borsa, la quäle il Santo Padre degnavasi di passare all’E.mo Cardinale Cerretti. Subito dopo Sua Santitä, faceva av­­vicinare al Trono l’Eminentissimo Si­gnor Cardinale Camillo Laurenti, Pre­fetto della Sacra Congregazione dei Riti, commettendogli l’ufficio di fare la relazione sulla vita del Beato An­drea Uberto Fournet e sullo svolgi­­mento degli atti compiuti dalia Sacra Congregazione dei Riti per la Causa dello stesso Beato, Causa conclusasi con il Decreto del Tuto. L’Eminentissimo Cardinale Laureff­­ti, tornato al suo posto, in piedi, leg­­geva una compendiosa ed esatta rela­zione di quanto sopra, esprimendo lo augurio, dopo aver ricordato la vita, le virtü ed i miracoli del Beato, che il Sommo Pontefice ratificasse solenne­­mente gli universali voti in merito alia auspicata Canonizzazione. Terminata la relazione dell’E.mo Prefetto della Sacra Congregazione dei Riti, l’Augusto Pontefice chiedeva il parere dei singoli Signori Cardinali sopra la Causa stessa, in rapporto al procedimento della invocata Canoniz­zazione del Beato Fournet. E gli Emi­­nentissimi Porporati in ordine di de­­cananza, espressero, singolarmente, il loro voto. Terminata la votazione Sua Santitä si felicitava per l’esito affermativo di essa ed indiceva per il 2 maggio pros­­simo il Concistoro semi-pubblico per il volo degli Arcivescovi e Vescovi sulla stessa Canonizzazione del Beato Andrea Uberto Fournet. Quindi il Santo Padre pronunciava un’Allocuzione la quale si chiude con la nomina dei Cardinali Legati per l’apertura delle Porte Sante, la con­ferma degli aecennati Patriarchi e la creazione dei nuovi Cardinali. Eccone il testo. Venerabiles Fratres, Kerum vos, post temporis interval­lum, non una de causa praeter com­­munern consuetudinem diuturnum, in hunc sacri Consistorii consessum eon­­vocatos habemus; atque adeo acta, ce­­lebrationes, laeti tristesque eventus, quae, post Consistorium die XXX inen­­sis lunii, anno MDGCCCXXX babi­­tum, inciderunt, frequentiora profecto sunt, neque ea possumus nisi presse breviterque attingere. Quodsi in hisee rebus Encyclicas Litteras Constitutionesque « Casti con­­nubii», «Quadragesimo anno», «Deus scientiaruiu Dominus» primum ob­­tinere locum putamus, id ea ratione facimus,... ut summae harum rerum gravitati debitum tribuamus hono­rem, utque denuo ex animo Nostro actuosam voluntatem sollicitudinem­­que expromere liceat, qua incensi im­­pulsique sumus ad domestiei convic­­tus sanctitudinem tutandam, ad ae­­quam operariae plebis condicionem inducendam, ac denique ad ainplius vigentiusque sacrarum disciplinarum incrementum, pro facultate, provehen­­dum. Ac suapte natura in gravioribus A- postolicae Sedis actis eae Cönventio­­nes annumerantur, quae idcirco ini­­tae sunt, ut Religionis atque Ecclesiae condiciones in Civitatibus ordinentur: prout pactum, quod concordatum vo­­cant, nuperrime cum Badensi Civitate conventum, tertium quidem recentio­­re hac aetate in Germania actum. Ex variis ac paene innumeris cele­­britatibus, in quibus, datis litteris Nostrisque missis e sacro Ordine ve­­stro Legatis, vel in divinum Regem, eucharisticis velis delitescentem, ho­norem atque amorem, vel qua filii pie­­tatem debitumque gloriae decus erga magnam Dei Nostrique Matrem parti­­cipavimus, illarum subit recordatio aniinum, et Eucharistici nempe Gon­­ventus, Dublini habiti, et LXXV exeun­­tis anni, ex quo se Lapurdi Immacu­lata Virgo conspiciendam dedit. Hoc ex oppido, ex prodigiali scilicet eius specu, Deipara Virgine bene Nobis precant, fere duodecim abhinc annis, pr-ofecti sumus, ut dilectam Nobis Me­­diolanensem Archidioecesim, ad bre­ve tempus regendam, susciperemus; ad Dublinensem vero civitatem, non modo litteras Nostras Nostrumque Le­­gatum mittere, sed vivam etiam vocem Nostram transfundere datum est; ad Eucharislicum videlicet ilium Coetum, quern bine fides ac pietas, illinc in­­geniosa ac, pro temporum angustiis liberalissima Hibernorum gentis in­­cepta, Nobis quidem carissamae, — hoc est Episcoporum, cleri populique — cum dignum prorsus « Sanctorum Insula », turn in históriáé fastis adini­­rabilein effecerunt, quae tot refert, veri nominis glóriám redolentes, Eu­­charisticos ex omnibus nationibus Conventus. Praeclaris hisce Gatholicae Eccle­siae fastis atque extraordinariis vir­­tutis vigorisque eius documentis, non sine gaudio ac solacio, cotidiana ea respondent vitae laborisque eius in­­crementa, quae nimirum eo spectant, ut humani generis Redemptio largius in dies uberiusque ad effectum dedu­ce tur. De profectu atque progressione in­­teliegi volumus ecclesiasticarum cir­­cumscriptionum, seu in iis regionibus, in quibus Dioecesium regimen legiti­me est constitutum, seu in eis, in qui­bus Missionales adhuc rem christia­­nam provehunt, quheque eorumdem opera reguntur; de frugil'i'ro agimus consolationeque referto opere tribus illis sacris Consiliis demandato — Consistoriali scilicet Congregationi, Congregationi item Orientali Eccle­siae praepositae. eique, quae propa­gandáé fidei destinatur; -—■ quod qui­dem opus, ut omnes norunt, id eni­­titur ut copiosiores postremis hisce temporibus lectosque fructus colligat et mystico Iesu Christi corpori adii­­ciat atque inserat: infideles nempe ad christianam fidem conversos — ibi procul dubio frequentiores, ubi cre­­briores sunt sacrorum ex indigenis administri — atque acatholieos et orientalium rituum dissidentes filios. qui, veluli optatissimum ab exilic- in pátriám reditum facientes, ad Romá­nam unitatem se feliciter receperunt. Ileic igitur immortales Deo grates agimus; itemque gratum profitemur animum et Orientis Episcopis cetero­­que ciero, ob apostoliéi!in eorum Stu­dium, et, ob collatam concorditer ope­rám, latini rítus Missionalibus reli giosisque sororibus, qui in Orientali Ecclesia apostolatus munere fungun­­tur; immortales praesertim grates agi­mus, ob actuosam voluntatem, ob christianam animorum fortitudinem, ad strenuum saepenumero heroun) rnorem adactam, tot carissimis filiis Nostris in unam redeuntibus commu­nis Patris domum. Ad quod quidem divinae Redemptio­ns supernaeque vitae incrementum, adiutricem pretiosamque operám nä­­varunt atque adhuc, assiduitate ardo­­risque contentione summis laudibus bonestandis, navant, non modo Poq- Uficia Opera Missionalia, sed Catho­­lica etiam Actio, quae numquam prae­­sentior, operosior numquam est, quam quotiens Episcoporum ceterique cleri Apostolatlim participare potest. Haec incepta profecto atque adiutrix opera in catholicorum etiam regionibus ehri­­stianae vitae fructus edidere non pau­­cos, eosdemque salutiferos atque op­­timos. Religiosam institutionem dici­­mus — primam atque prae rebus om­nibus necessariaru; — quae magis co­­tidie magisque augetur atque diffun­­ditur, quae in aptiorem cotidie ordi­­nem, redigitur, quaeque, etsi nor ubi qtfe, recens invectis pervulgationis viis rationibusque profiéit atque amplifi­­catur. Eucharisticam dicimus pieta­­tem ac vitáin, quam largiore diligen­­tioreque frequentatione, alacriore per­­spicacioreque fervore cum singuli, turn communitates ac populäres ordi­­nes colunt ac refovent. Crebriorem di­cimus atque studiosiorem Spiritualium Exereitiorum usum, non modo ad sa­crorum administros quod attinet, sed etiam ad laieorum hominum multitu­­dinem, eorum nominatim, qui vel di­sciplinarum studiis se dedunt, vel in fabriles artes incumbunt. Denique in­­(rebrescentem dicimus profectum eo­rum caritatis certaminum, quae pri­vatim publice suscipiuntur, quaeque — cum nondum remittat, nedűm con­­sidat, oeconomicarum rerum discri­­men — et tempestiva admodum vi­­dentur, et pulcherrimum praestant ehristiani afflatus ac spiritus perfec­­tumque documentum. Neque silentio praeterire possumus, quin1 immo Nostris laudibus exornare cupimus, Vincentianos illos coetus, quorum plenum a constitutione saecu­­lum nullum praeconium potest satius luculentiuSque celebrare, quam eorum rationaria; quae quidem amplissimam per Universum terrarum orbem eorum eflicacitatem, succrescens providen­­tiaeque plenum eorum incrementum atque mirabilem ad animis corpori­­busque medendum cai’itatis vigorem patefaciunt. Postulat praeterea paterni gratique animi Nostri voluntas, ut, quae multis locis exstant, caritatis contentiones efferamus ac praedice­­mus, quae anxiis sollfpitisqua hni’ta-! tionibus respondentes, a Nobismet ip­­sis atque adeo a Venerabilibus Fra­­tribus Episcopis habitis, fere ubique conllantur, ut promptius faeiliusque locorum necessitatibus occurrant. Actionem Catholicam memoravi­­mus; perbrevi, quam fecimus, men­­tioni, contineri non possumus quin hoc persequendo adiiciamus: non me­­diocri Nos, eoque intimo, solacio id­circo affici, quod earn videamus ubi­que gentium institui mirandumque in módúm inerementa capere; idque pro­cul dubio ob pastorales Episcoporum curas, quibus sacrorum laicorumque hominum ordines generöse obsequun­­tur. Paene innumerabilia sunt, quae ex omnibus orbis partibus, ne prae­­termissis quidem sacrarum Missionum regionibus, continenter accipimus, huius rei testimonia; quibus liquido patet maxima earn et omnibus apo­stolatus operibus et christianae vitae incolumitati atque profectui adiu­­menta conferre. Quod quidem ad «me­­liorum usque charismatum » aemu­­lationem enititur, ad perfectionem, sanctitudinemque; ad pie operoseque orantis militantisque Ecclesiae vitám participandam; ad multiplicem usque, pro variis locorum rerumque adiunc­­tis, opei’am navandam, — eamdemque stúdiósam usquequaque semper atque sollertem — ut animarum quaegtus fiat iteratumque lucrum: earum ma­ximé animarum, quae, vei ob mate­rialistarum deliramenta atque falla­­cem ethnicorum doctrinam misere de­­cipiuntur, vel ob vulgo inductas ra­­tiones, Societatis Religionisque ordini infensissimas — teterrimum. id qui­dem ulcus, quod deteriores cotidie ani­mis corporibusque continuo minitatur ruinas —: tranvorsum aguntur. Jamvero Deus ipsémét, certis datis indiciis, eidem Actioni Gatholicae pro­­bationis suaeque gratiae causa, dulce leniterque arridere visus est, cum in earn, in varios nempe eius ordines, quam Nos etiam atque etiam in oculis ferimus, arcano lectissimaque largiter effudit ecclesiasticae vocationis se­­mina. Indidem pronum est, sicubi ea atque interdum angustis adversisque rebus non caret, idcirco a Nobis — non sine incredibili solacio ac gaudio — divini eloquii sententiam district« eidem esse tribuendam, qua animi, aerumnis eonflictati, Deoque cari, recreanlur: « Quia acceptus eras Deo, necesse fuit ut probatio tentarel te » (Tob. XII, 13). Quodsi pressius etiam cogitutionem allocutionemque Nostram ad earn my­­stici ovilis partem convertamus, quae propius a Nobis abest, baud cunctan­­ter asseverare debemus banc ipsain maiorem propinquitalem impensius a Nobis operosiusque exquisivisse pa­storale Studium; eo vel magis quod peculiares diuturnae gravesque augu­­stiae id postulare videbantur, quas •uinae vastitatesque Volturiensi. An­­i,uiii baiiae Senogallielisique regionibus a terrae motu illatáé instantioris effi­­ciebant potiorisque necessitatis. Atque vos, venerabiles fratres, ad Deo No­­biseum referendas grates adhortamui’, qui, insuetis non obstanlibus borúm temporum difficullatibus, opera, quae suapte natura ad spiritualia maxima­­que, eademque necessaria. beneficia parienda in posterum destinentur, vel auspicari, vel exsequi magnaque ex parte ad exitum adducere concesserit. De non paucis agimus sacrorum Se­­minariis, quae maiora vocant, quae­que recens iis aliis ante acta aetate iam exstructis feliciter adiiciuntur; de plurimis agimus sacris ac paroe­­cialibus aedibus, quae ad centum aliis itidem adduntur, quae iam in insulis fuere aut in continenti terra aedifica­­tae; de novis denique paroec.iis agi­­mus, quae vel iam erectae, vel in eo sunt ut erigantur; de novis templis atque sacellis, quae in pomerio inque jiostremis Episcopalis Urbis Nostrae partibus, succrescenti populo frequen­­tioribus, excitata iam sunt vel in prae­sens eíficienter apparantur; de sacra postremo dicimus Apostolica Visita­­tione, quae in hac eadem Urbe habe­tur, quaeque — sollicitam dilecto filio Nostro in Romána Dioecesi Vicario eiusque adiutoribus conferentibus ope­rám — iamdiu exoptata parit in ani­­mosque inducit uberrima beneficia; eidem igitur suisque adiutoribus om­nibus gratam libenter significamus voluntatem Nostram. Ac praeterea grati in Deum homi­­nesque animi Nostri officio deesse pu­tamus, si studiorum Universitatem Sa­­ero'^I’éötí Cohdi dicatam, itemque in­cepta duo, quae ad earn attinent, si­­lentio praetereamus. Quorum primum sollemnis est atque annalibus inse­­renda eius in amplissimam sedem translatio, quam quidem sedem, non sine providentis Dei nutu atque con­­silio, ibi apparari licuit, ubi sanotis­­simi illius ingenioque praestantis viri, Ambrosii nempe Ecclesiae Doctoris, memoria sospes adhuc volitat ac ve­­luti efficiens excitat. Utique translatio eiusmodi — adiutrice divina humana­­que ope — ita evenit, ut res prorsus miranda visa fuerit. Neque minus mi­­randa res inceptum alterum Nobis vi­­detur: dies scilicet, studiorum Uni­­versitali dicatus, nuperrime, ut nostis, ubique celebratus. Qua in causa, baud parum est et diligentissimae incepti eiusdem ordinationi, et Episcopis ce­­teroque ciero, et eorumdem adiutori­bus tribuendum; nihilo secius, si fe­­licissimum superiorum annorum exi­tum exaequare potuimus — quod pro oeconomicarum rerum condicionibus ubique gentium adhuc in angustias redactis, incredibile prorsus ac praeter omnium facultatem videbatur — id procul dubio ex pia oritur ohristifide­­lium cuiusvis Dioecesis, cuiusvis pa­­roeeiae, vel humillimae atque pauper­­rimae, ex eorum sollerti profiéi sei tur, magnanimaque saepenumero libera­­litata. Quamobrem, postquam Deo op­timo maximo cordatisque hominibus universis grates ex animo egimus, temperare Nobis non possumus quin Nationi etiam gratulemur, non modo quod idem exitus, in difficillimis re­­rum adiunctis, satis secundum oeco­nomicarum eius rationum indicium évadit, sed etiam — quod pluris est — quia certus hoc index exstat tarn bene omnes esse animates, ut, in quovis ci­­vium ordine, studiorum Universitatis momentum atque opportunitas et per­­pendatur omnino, et, vel in gravissi­­mis temporibus, ad veri nominis iac­­turas faciendas atque incommoda to­­leranda animos commoveat. Iamvero, si inde, quod laetum est, faustum auspicium suinere licet in no­vum annum; tristia non desunt ta­rnen, prob dolor, quin immo aflluunt, minarum plena. At quid in praesentia dicamus quod omnes exploratum non babeant, eorumque paene oculis non obversetur? 111a permanet atque indurescit, an­­ceps, dubia nationmu omnium con­­dieio; ob suspieiones trepida; ob ad­­versantia commoda turbida, anxia; obque non consentaneas ac saepius repugnantes rationes, quas non aequa atqua imxnodica Nationalistarum Con­silia invehunt, requiete earens atque adeo metuenda. Quorum profecto con­­silia atque proposita, ut nihil aliud magis, verae hominum populorumque fraternae necessitudini prorsus ofii­­ciunt atque obstant, quae solummodo potest, per christianae caritatis prae­­cepta, incitamenta, usum, radices age­­re suoque huntere ali atque virescere. Caritatis huius virtute atque a Illatú compulsi, pacem populis efTerre atque praedicare nunquam praetermisimus; atque adventantibus nataliciis Re­­demptoris sollemnibus, aliquam po­tuimus, etsi brevem, pacis requiem ob­­tinere. Verumtamen et in veteris et in novi terrarum orbis parte circumstre­­punt arma, atque ex cruentatis vasta­­tisque regionibus vox frátérni sangui­nis ad caelum clamat. Permanet, ut diximus, ubique gen­tium oeconomicarum rerum discri­­men, ex quo acerbius tenuiores omnes vexantur: insontes nempe parvuli, ve­teti primi tenellique huius vitae flo­­res; infirmi aegritudineque affecti; atque vel magis, ob graviora, quae in­cumbunt, incommoda, aetate grandio­­res, defessi iam longoque itinere con­­fecti. Spiritualibus externisque in re­bus ex eo praeterea conllictantur ope­­rarii atque opifices, quibus non ea tantummodo deest, quam digne me­­reri possunt, aequa merces, sed opera etiam ac labor; atque adeo ad coactum otium adiguntur, ex quo hinc peri­­eula proficiscuntur allectationesque, illinc impensae, difficultates sollicitu­­dinesque gignuntur et civili societati universae et iis, quorum eadem officio conformanda tuendaque concreditur. At sunt utique qui ex liuiusmodi re­­rum molestia atque egestate commo­­dum exquirunt, triste equidem com­­moduin atque utilitatem: ii nempe, qui politico, civili religiosoque ordini adversantur. Contra hominum consor­­tionem, contra Religionen! sanetissi­­mam, contra denique ipsum Deum hi bellum conflant atque urgent. Novi­­mus profecto omnes interneciva, quae omnia permiscent, sententiarum eo­rum deliramenta; ac facinora, vei re­cens ac nuperrime edita, plusquam satis ostendunt allaborare eos, toto pectore omnibusque viribus, ut in­cepta sua pravaque consilia ad exi­tum perducant. Quod iam diu eonti­­nenterque accidit in immensis, iisdem­­que infelicissimis, Russiarum regio­nibus; quod in Hispánia; quod in foe­­deratis Mexici Civitatibus; quod de­nique in angustioribus amplioribusque mediae Europae Nationibus; id nimio luculentius patefacit quid timendum sit ubicumque invebitur — atque quo­­nam, venerabiles fratres, non advehi­­tur? — nefasta eorum doctrinae per­­vulgatio, nefandius etiam ineitamen­­tum. Tametsi, ad recentioi’a usque tem­póra, uni Romano Pontifici cordi erat gravia, quae in Christiana civilis cultus instituia fere ubique populorunt im­pendent, pericula denuntiare, qui pro­cul dubio eiusdem ehristiani cultus beneficiis fruuntur, necessariis pror­­sus maximaque aestimatione dignis; itidemque baud minus cordi erat praeeipua remedia ac munimenta ve­teti digito demonstrare, quae et su­­prema sunt germanaque iustitiae cari­­tatisque principia, et priumria im­­mortaliaque praecepla de animarum praestantia, de hominis dignitate, ori gine ac fine, deque iis, quae eidem intercedunt cum Creatore, Redemptore, Domino ac ludice Deo, rationibus pc culiarissimis, cumque proximis suis ceterisque rebus omnibus. Quae utique praecepta ac disciplinae in Calholica dumtaxat Ecclesia perfectam assequi possunt explanationem, inviolalam incolumitatem, inemuitem interpre­­tationem. Quapropter civilis ordinis humanaeque consortionis osores, licet cuiusvis religiosae doctrinae ipsiusque Dei inimicos se iactent — absque Deo, contra Deum! — Gatholicae tarnen Re­­ligioni atque Ecclesiae imprimis, nul­­laque interposita mora, iniurias infe­­runt; cum sacrosanctis rebus omnibu -; profanatione contumeliaque lacessilis, turn calumniis illatis, atque corruptu; ex occulto históriáé doctrinaeque fide, turn denique iis, quae in societate uni - versisque nationibus exstant rationi­bus, commeatibus, comrnerciis ad pra­­vum usum adductis, turn postremo veri nominis insectationibus vexalio­­nibusque instructis atque provecti?. quemadmodum in supra memoralis Nationibus contigisse lamentamur. Qua in re, ins iustasque leges vi inter­dum lieentiaque supplenl; interdum vero novas leges, quas iustitia non re­­probare non potest, quasi sceleris socias efficiunt atque edunt. Nos igitur, vocem attollontes Nostrum, non modo veritatis, iustitiae humanitatisque at­que ipsius omnium gentium saluti • prosperitatisque causae patrocinari non desistimus neque in posterns in­­teruiittemus; sed magis etiam ma­gisque, ut divina túeamur iui-a, utque liberae hominum conscientiae iura vindieemus, quos universae palerniiati Nostrae demandstos habemus, omni prorsus ope elaboraturi sumus. Qua paternitate permoti, Nationes populos­­que omnes considerent rogamus, ol> tot tartaque lamentabilium rerum gesta, ub cumque Ecclesia clam aperte lacessitur, atque eius frugifera sancti­­tudinisque effectrix opera, ad iuvenes potissimum quod attinet, conflictata praepeditur, necessario ibidem pergra­­via damna conflari, et animis, et cor­­poribus et fluxis rebus ipsis nocitura. Nefanda horum Dei inimicorunt agendi ratio, quae cotidie magis méré­seit atque pervulgatur, liaec Nobis persequenda innuunt atque suadenl, quae omnibus, ipsisquemet utilia fore confidimus. Exploratum habetis, Ve­nerabiles fratres, hos cuiusvis ordinis subversores — domestici, inquimus, socialis atque politici — in Deum, in quamlibet religiosam doctrinam, at in catholicam praecipue religionem ati|uc Ecclesiam perpetuos convertunt acer­­rimosque conatus. Nonne bine liquido patet vei ab iisdem Deum religionemque catholi­cam, tutissima equidem propugnucula ac praevalidam haberi earum rerum omnium munitionem, quas ipsimet op­­pugnare atque evertere contendunt? Nullo non tempore, prob dolor, ini­­mici exstitere infitiatoresque Dei, quos, vel cum in imo tantum animo inimi­­citias atque infitiationes huiusmodi oceulunt, (Ps. XIII, 1; LII, 1), Sacrae Litterae stultos insipienlesque passim appellant; cum vero Dei Spiritus impios in multigenam turbam coale­­scere eernit, (Sap., IV, 3 sqq.) eorum item molimenta conatusque, Summo Dei Numine coeiitus irridente ac dissi­­pante, in irritum cedere conspicit; si­­quidem creata omnia omnium Creator in suam ipse ultionem armabit, uni­­versumque terrarum orbem contra in­­sensatos pugnare iubebit. (Sap., V, 18, 21). Ecquid mente heic non reputamus quantopere hoc, quod in Deum geritur, bellum, omnium sane impiissimum, originem fontemque calamitatum, cum oeconomicarum turn bellicarum, habe­ri oporteat, quibus ubique terrarum tarn aeriter excruciantur homines? Ad Catholicam Ecclesiam quod at­tinet, et múlta eandem esse ad hunc usque diem perpessam novimus, et múlta in posterum quoque passuram esse providemus; ipsius namque Con­­ditor praeclarum non modo ei prae­­nuntiavit, ac veteti testamento legavif insectationum aei’umnarumque tole­­randarum principatum, ex Dei nempe, veritatis probitatisque hostibus; verum etiam ad perpetuum ac praeclarum proelium earn instruxit, quod contra infernas potestates errorisque tenebras sit suscipiendum. At eidem uni spopondit Sponsae suae Christus Dominus se omnibus diebus cum ea esse mansunim. rn'ipic unquam adversus earn portás inferi

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